Da quando il GDPR (General Data Protection Regulation) o Regolamento Generale per la protezione dei dati personali è entrato in vigore nel 2018, è cambiata la gestione di tutti i dati.
Le novità principali che hanno cambiato le carte in gioco sono state l’uniformazione della tutela della privacy a livello europeo e l’inasprimento delle sanzioni in caso di violazione.
Accanto a queste importanti novità, con il GDPR è stato introdotto anche un nuovo approccio responsabilizzante alla tutela dei dati personali, attraverso due principi (di cui si parla nell’articolo 25 del Regolamento): quello di privacy by design e quello di privacy by default. Si tratta in sostanza di due principi rivolti alla tutela dei dati personali volti a valutare e mitigare preventivamente il rischio di violazione, perdita, distruzione, utilizzo illegittimo dei dati, cioè di data breach. La finalità è in ogni caso la protezione del soggetto i cui dati sono trattati, ciò che cambia è l’impostazione che viene data al trattamento.
Per comprendere meglio questi concetti, è utile vederne i principi che stanno alla base:
- tutela del soggetto i cui dati vengono trattati;
- prevenzione, al posto di correzione: i problemi legati alla tutela della privacy devono essere presi in considerazione in anticipo, attraverso una valutazione del rischio (che viene svolta attraverso la valutazione della natura del dato personale, della sua portata, del contesto nel quale viene utilizzato);
- funzionalità del trattamento: il trattamento deve poter rispettare le esigenze di tutte le parti;
- visibilità e trasparenza del trattamento: in ogni momento deve essere chiaro e verificabile.