Quando si tratta di tutelare un brand, uno dei passaggi più importanti è la registrazione del marchio. Si tratta di un’azione fondamentale che protegge dal punto di vista legale l’azienda, quindi la sua credibilità e la sua stabilità economica.

Tutelare un marchio e quindi un brand è importante sia nel mondo offline che in quello online, ma nel “mare del web” è necessario adottare ulteriori accortezze per proteggere ulteriormente l’attività da comportamenti lesivi. Parliamo di brand protection (o digital brand protection).

Come gestire un sito adempiente

È ugualmente importante adeguare tutti gli elementi del sito: ai sensi del 2250 Codice Civile, modificato dall’art. 42, L. 88/2009 e l’art. 34 del D.P.R. 633/72 (ribadito dalla Risoluzione n. 60 del 2006 dell’Agenzia delle Entrate) è obbligo per le società di capitali di pubblicare informazioni legali nei propri atti, nella corrispondenza, nello spazio elettronico collegato alla rete telematica ad accesso pubblico sul quale si effettua attività di comunicazione e negli altri luoghi virtuali di comunicazione, come email e profili sui social networks:

Ai sensi del Regolamento UE 679/2016 – GDPR – è obbligatorio pubblicare la privacy policy, sostanzialmente l’informativa sul trattamento dati che avviene online, e la cookie policy, con l’indicazione dei cookie utilizzati e la facoltà, per quelli di profilazione, di accettarli o meno. Se il sito rappresenta una sorta di ufficio, unità produttiva virtuale, la protezione e l’adempienza di tutto quanto viene pubblicato devono andare di pari passo.

Brand protection: che cosa è

Letteralmente significa “protezione del brand” e quindi del marchio/dell’attività. Consiste in una serie di azioni atte a tutelare il marchio dai competitor, che possono fare concorrenza, sia in modo leale che sleale. Tutelare un brand online, oltre a proteggere da eventuali danni economici, contribuisce a migliorare la sua reputazione, quindi la credibilità e infine i guadagni: in poche parole ha un effetto a cascata positivo sull’intera attività e si affianca (e non si sostituisce) alla registrazione del marchio.

Come attuare la brand protection

Ecco i passaggi fondamentali di una strategia di brand protection:

  1. Registrare un dominio principale con il nome della brand e quindi creare un sito web. Il dominio – o meglio il Domain Name System – è composto da tre parti: l’estensione (.it, .com, .net, .org e così via: individua o la localizza geograficamente l’attività o la sua natura), la parte centrale che solitamente è proprio il nome del brand e infine la sequenza www. Con dominio principale intendiamo quello con l’estensione più coerente con l’attività (ad esempio .it oppure .org).
  2. Registrare anche domini secondari, cioè con altre estensioni (.com, .net, .eu e così via), per “toglierli” letteralmente alla concorrenza. Chi accede a questo link e quindi al sito con quell’estensione viene comunque reindirizzato al sito con l’estensione principale.
  3. Ricordarsi di rinnovare l’acquisto dei domini: l’acquisto del dominio ha una scadenza e se non viene rinnovato si rischia di perderlo. Questo implicherebbe gravi conseguenze per l’azienda, in quanto un concorrente potrebbe acquistarlo (e legalmente, perché il dominio è effettivamente disponibile), il tutto a danno della propria azienda, che si era creata una reputazione e un’immagine basata proprio su quel dominio perso. In questo caso si verrebbe a creare una confusione molto pericolosa: la perdita del dominio e la necessità di cambiare la stringa del sito web è fuorviante per i clienti già acquisiti (che quindi si rischia di perdere) e convoglia verso la concorrenza il traffico di potenziali nuovi clienti.
  4. Utilizzare il nome del dominio anche per gli account social: l’identità dell’azienda sul web deve essere sempre riconoscibile e coerente sulle diverse piattaforme. Per questo è fondamentale registrare gli account social con lo stesso nome scelto per il dominio, quindi per il sito web.
  5. Attuare campagne di sponsorizzazione con il nome del brand come parola chiave tramite Google Ads, prima che lo faccia la concorrenza. In questo modo si convoglia il traffico sul proprio sito web e sulle piattaforme in cui l’azienda è presente, a beneficio dell’intera attività e della sua reputazione online.
  6. Verificare la conversazione online sul marchio e quindi sull’azienda, tramite Google Alerts. Si tratta di un passaggio fondamentale che consente di tenere sotto controllo la cosiddetta brand reputation, di verificare possibili danni di immagine oppure semplicemente partecipare attivamente alla conversazione online (rispondendo a recensioni e commenti, sia positivi che negativi). Una presenza sul web costante e soprattutto consapevole è fondamentale.

I rischi di una mancata tutela

Quali posso essere i rischi di una mancata brand protection? Come accennato, il fine principale della protezione digitale del brand è quello di tutelarlo dalle attività concorrenziale che i competitor mettono in campo online. Essere in balia della concorrenza e non essere in grado di aver la meglio su questa, può creare confusione nei potenziali clienti in merito all’identità dell’azienda. Ciò può rappresentare un danno alla reputazione, una perdita economica e può costituire un data breach se il sito originale prevede la raccolta e il trattamento di dati dei visitatori.

Dal punto di vista legale esistono in particolare tre attività fraudolente legate ai domini:

 A tutte le problematiche di protezione del brand, deve aggiungersi, in tema di sicurezza, anche la tutela dei dati trattati online: pensiamo a tutte le situazioni come e_commerce o che comunque prevedono un’area registrata. I dati che devono essere forniti per usufruire dei servizi offerti online devono essere trattati esattamente con la stessa cautela e protezione garantiti ai dati trattati in azienda. Il trattamento di questi dati rientra nella titolarità del proprietario del sito e nella responsabilità della web agency che lo gestisce.

I reati di furto e uso illecito dei domini comportano il verificarsi di un databreach nel momento in cui gli interessati dovessero fornire i propri dati ai gestori di questi falsi siti, convinti di averli invece forniti al legittimo proprietario: il verificarsi di casi che possano rappresentare un rischio per gli interessati impone la segnalazione all’Autorità Garante entro 72 ore dal momento in cui si è venuti a conoscenza della violazione e può comportare l’obbligo di avvertire, nel più breve tempo possibile, gli interessati del pericolo.

Con YesNology è possibile raccogliere e trattare in sicurezza anche i dati raccolti attraverso siti: è possibile collegare al sito un pulsante collegato ad un URL che offre al visitatore l’accesso al front-end della piattaforma. Il titolare del sito potrà così fornire informative e raccogliere dati e consensi che ritroverà nello specifico raccoglitore in back-end.